L’Ultimo mosè

 Moltiplicazione dei pani e dei pesci

Le raffigurazioni miniate, custodite negli antichi codici, sono vere e proprie opere d’arte che affascinano per la precisione dei particolari. È il caso della straordinaria raccolta medioevale Les Très Riches Heures del Duca di Berry che nel foglio 168 Illustra la pagina di vangelo della prossima domenica dedicato al miracolo della  moltiplicazione  dei pani e dei pesci. Il Codice è un capolavoro della miniatura fiamminga,  realizzato agli inizi del Quattrocento dai tre maggiori miniatori del tempo, i fratelli Limbourg.

Al centro della raffigurazione si erge Gesù, più alto rispetto a tutti gli altri personaggi; è nimbato e ha un ampio mantello azzurro, la mano alzata e benedicente rivolta sui 5 pani e i tre pesci. Intorno i discepoli e il ragazzino, padrone dell’esigua vettovaglia. Infine la grande folla, seduta, in attesa e stupita, fa da corona a quanto sta accadendo.

Il miniaturista ha tradotto iconograficamente i tanti riferimenti messianici presenti nel testo evangelico.

Anzitutto l’ampio prato verde, c’era molta erba in quel luogo, precisa l’evangelista. Egli vuole richiamare il salmo il Salmo 72, che prevede l’arrivo del Messia in campi ondeggianti di erba e di frumento. 

Un altro particolare riguarda la folla, su invito di Gesù è sdraiata: è la particolare posizione che assumevano gli ebrei quando celebravano il pranzo sacro: la Pasqua. Il segno che Gesù sta celebrando vuole riferirsi  alla sua Pasqua e al dono eucaristico che di lì a poco si presterà a fare.

Infine il gesto di Gesù: benedice i pani . E’ lo stesso gesto che gli altri evangelisti raccontano nell’Ultima Cena.

 Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo! Colui che stanno vedendo è il Nuovo profeta, l’Ultimo Mosè!

Il Nuovo Regno

Ma Gesù è molto di più, Egli non è venuto a restaurare il vecchio Regno di Israele, ma ad impiantarne uno totalmente nuovo: il suo Regno non è degli uomini, è il Regno di Dio! Il miniaturista è molto bravo  ad indicare l’origine divina di ciò che sta accadendo. Sia l’aureola che il mantello azzurro sono rimandi alla sua natura divina. Inoltre, sulla stessa verticale del nazareno, è raffigurato  Dio Padre e lo Spirito: è la Trinità che sta agendo, è il Padre, attraverso il Figlio e grazie allo Spirito che in quel momento stanno agendo.

Infine un ultimo particolare, specificamente cristologico, quasi una  firma identificativa per  quel gesto che vuole raccontare non un miracolo, ma IL miracolo che si perpetua tutti i giorni: la Sacra Eucarestia, Cristo che si fa dono per noi attraverso la sua morte e resurrezione.  Sul margine della pagina il miniaturista ha raffigurato delle  chiocciole, ebbene esse sono il  simbolo della Risurrezione.