Il nuovo tempio

La  Purificazione

Il Vangelo di questa terza domenica ci narra il celebre episodio della purificazione del Tempio.  Gesù che scaccia dal portico esterno  i venditori di animali e i cambiamonete.

Il fatto, riportato da tutti gli Evangelisti, avvenne in prossimità della festa di Pasqua e destò grande impressione sia nella folla, sia nei discepoli.

Eppure, pensare a Gesù adirato, che addirittura si procura una sferza per cacciare via quelle persone, in verità non convince. Papa Benedetto XVI, nel commentare questo brano, ha affermato: è impossibile interpretare Gesù come violento; la violenza è contraria al Regno di Dio; è uno strumento dell’anticristo. La violenza non serve all’umanità ma la disumanizza”. Angelus, 11.3.2012.

 Allora come interpretare l’episodio? Come intendere quel gesto di Gesù?

Per comprenderlo ci facciamo aiutare da un capolavoro del pittore rinascimentale Domínikos Theotokópoulos, noto a tutti come El Greco.

EL GRECO, La purificazione del Tempio, 1660 ca., National Gallery Museum, Londra

L’opera dal titolo Gesù Cristo caccia i Mercanti dal tempio, conosciuta anche come Purificazione del tempio,  risale al 1660 ca. ed è oggi custodita al National Museum di Londra. Si ispira al brano giovanneo perchè è l’unico ha riportare il particolare della frusta.

E’ possibile dividere la raffigurazione  in tre sezioni: al centro Cristo che domina integralmente la scena;  sulla sinistra i mercanti e sulla destra gli apostoli. Gesù, con una tunica rossa, ha la frusta in mano. In realtà questa è una immagine tradizionale con la quale i giudei  identificavano il messia  pronto a fustigare i peccatori.

Sul lato destro almeno tre  apostoli: probabilmente, seguendo il vangelo giovanneo, sono Andrea, Pietro, Filippo. Parlano tra di loro.  Di fronte all’azione di Gesù i discepoli equivocano e l’evangelista commenta citando  il salmo 69: lo zelo per la tua casa a mi divorerà. Il riferimento è al profeta Elia e al suo atteggiamento violento nei confronti di 450 sacerdoti di una divinità pagana. dalla stessa parola  zelo deriva  il termine del movimento rivoluzionario, i terroristi dell’epoca, gli zeloti.

In verità tutta la scena è meglio interpretabile guardando lo sfondo: le due sezioni laterali sono ‘chiuse’ da due bassorilievi posti sulle pareti del tempio.  In corrispondenza dei mercanti  e cambiavalute, di coloro che cioè sono cacciati, è posta  un’altra cacciata, quella di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre. Allora tutta la sezione assume una valenza simbolica: sono coloro che all’avvento del Regno saranno allontanati.

Dall’altro lato, a chiudere la sezione con gli apostoli scorgiamo, invece, un bassorilieco raffigurante il sacrificio di Isacco.  Anche qui la sezione si ammanta di una valenza simbolica:  prefigura il sacrificio di Gesù Cristo come fonte di redenzione per l’umanità. C’è  un altro particolare da tener conto: tra i  tre apostoli, nella scena, si scorge una donna. E’ Maria, Madre di Gesù e Madre nostra. I quattro, insieme,   simboleggiano la Chiesa, posta accanto al suo Signore. E’ lui  il Tempio della Nuova Alleanza, dentro cui si trova la salvezza!

Infine un altro particolare: dietro gli apostoli, in secondo piano, si notano alcune persone vestite con  abiti ecclesiali contemporanei al pittore.  E’ il riferimento storico che l’artista fa alla sua chiesa e l’esortazione alla purificazione che le linee della controriforma invocavano.