Il Cielo si congiunse definitivamente con la Terra

La giovane donna di Nazaret

L’Angelo del Signore fu mandato in Galilea… a Nazaret, piccolo ed insignificante villaggio oltre il mare di Galilea, da una giovane donna, quasi una fanciulla. Non Gerusalemme, non il Tempio, non un sacerdote! Lontano da ogni curiosità, nel nascondimento totale, illuminato solo dalla luce celeste, avvenne l’Inatteso:  il Cielo si congiunse definitivamente con la Terra.

Nell’ammirare l’affresco di Jacopo Carrucci detto il Pontormo, sembra poter vivere quell’istante, quell’atmosfera. E’ situato in Santa Felicita, una chiesina oggi poco famosa, oltrArno, quasi nascosta dalle preziose gemme architettoniche fiorentine. Era il 1525 e il pittore ricevette l’incarico da Federico Capponi di decorare l’edificio appena acquistato e che doveva servire come cappella funeraria familiare.

Sulla controfacciata della Chiesa, separati da una vetrata si scorgono i due protagonisti:  l’arcangelo Gabriele  a sinistra, la Vergine a destra. Il pittore fiorentino non rappresentò l’annuncio dell’Angelo, ma l’attimo immediatamente successivo al fiat di Maria. Infatti Gabriele non si rivolge più a lei ma, con una complessa torsione del collo ha il viso rivolto  alla luce divina che non è dipinta ma si irradia, in modo naturale, dalla finestra.

L’arcangelo, avvolto in un vaporoso mantello color arancio, gonfiato da un’impercettibile massa ariosa, sfiora la terra; la sua veste dal colore tenue è cangiante di luce.  E’ il Messaggero di Dio, è colui che è venuto ad annunciare l’Inizio dei nuovi tempi. Rallegrati, piena di grazia….Con queste parole Egli saluta, in nome di Dio, Maria, umile, semplice, fanciulla, sulla quale l’Altissimo si è degnato posare lo sguardo, trovandovi la sua compiacenza.

Ed eccola, dall’altro lato della vetrata, Maria. E’ anch’essa caratterizzata da giochi di  volumi, di colori, con altrettanti effetti di luce. Ma sono due i particolari che colpiscono di più; anzitutto l’estrema semplicità: non c’è ricercatezza di lineamenti o di espressione, che caratterizzano solitamente opere con tale soggetto. Maria è una ragazza come tante altre! E’ l’umano più comune, più ovvio e forse più banale che Dio ha scelto. Secondo particolare  è il forte legame che ha con la terra. Essa tiene il manto azzurro con un presa salda della mano e vigorosamente solleva la gamba per salire il gradino. La Terra e il Cielo si incontrano, si uniscono, l’Una diventa grembo accogliente per l’Altro. L’inverosimile sta accadendo proprio in questo momento.

Maria è l’ultimo testimone che la liturgia ci fa incontrare prima del santo Natale; lei è la più profonda e più radicale via dell’Avvento.Il candelabro che si intravede alle sue spalle è simbolo dell’Antico Patto ormai conclusosi. Maria,  custodendo nel suo grembo il Dio Bambino, la Parola vivente, è Arca della Nuova Alleanza che offre, ancora oggi, a tutti gli uomini di Buona Volontà.