Con grande potenza e gloria

La Parusìa

Ci stiamo avviando alla fine dell’anno liturgico e le letture di questa domenica ci propongono una riflessione sui tempi escatologici. Vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. All’unisono tutti i vangeli sinottici annunciano la Parusia attraverso le parole stesse del Figlio di Dio: Gesù si fa profeta di se stesso annunciando ai discepoli la conclusione della sua missione, il completamento della sua opera redentiva.

Il termine Parusia, dal greco pareimi, nell’AT è usato in ambito profano, infatti indica la presenza o l’arrivo del re o del condottiero nell’accampamento. Nel NT assume una valenza cristologica ed è usato come annuncio della venuta in Gloria di Cristo, al quale evento è sempre collegato il giudizio finale e la conclusione di questa storia.

In cosa consiste la fine del mondo?

Le parole profetiche di Gesù si  comprendono correttamente, senza cadere in ‘terroristiche’ e cruente visioni, solo alla luce di tale premessa. Quando l’evangelista scrive il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo, sta utilizzando il vocabolario genesiaco della creazione (sole, luna e stelle che regolano il giorno e la notte) per annunciare che con la Parusia questo mondo uscirà fuori dal tempo…..sfocerà nell’e(x)ternus…in una dimensione diversa dalla terna passato-presente-futuro. La storia  cederà il posto alla meta-storia. Così, in Cristo, si attuerà la nuova creazione, i cieli nuovi e le terre nuove che vedranno il Glorioso Signore indiscusso che su tutto, persino sul male, definitivamente schiacciato e sconfitto.

Possiamo contemplare questa verità di fede in moltissime opere d’arte, veri e propri capolavori. Noi lo facciamo attraverso un capolavoro  del Beato Angelico, custodito nella Galleria Corsini a Roma.

Particolare del Trittico Ligneo Giudizio universale, Ascensione e Pentecoste del Beato Angelico.

Un trittico ligneo  che raffigura tre scene:  Ascensione e Pentecoste ai lati, al centro il Giudizio Universale. Focalizziamo l’attenzione sul Cristo Glorioso posto al centro della tavola in una mandorla aurea. La forma e il colore simboleggiano la natura divina. E’ il Figlio di Dio, morto in croce ( i segni dei chiodi sulle mani lo provano) e poi Risorto. Il suo trono è formato da nuvole perché Egli è già nell’altro dei cieli, è  Colui che è assiso alla destra del Padre condividendone la gloria e la potenza. Le sue vesti sono fatte di luce che si espande su tutta la scena. Ha un braccio benedicente e un altro che regge il Libro delle scritture aperto: Egli è la Rivelazione del Padre è l’alfa e l’omega. E, con questo gesto, sta concludendo il Mistero di Salvezza, sta riportando a sé tutte le cose per consegnarle definitivamente al Padre.